I Teatri del Sacro ? una iniziativa ideata quattro anni or sono, alimentata con grande impegno dalla Chiesa italiana e inserita rapidamente fra le attivit? che si propongono di scrutare i segni dei tempi e interpretarli alla luce del Vangelo.
Una rassegna in piena regola con cadenza biennale e il prossimo 10 giugno si apre a Lucca la terza di una serie che gi? dimostra di aver conquistato un posto di primo piano nel panorama teatrale italiano.
Gli spettacoli di questa terza edizione (tutti gratuiti e in prima assoluta) che vedono coinvolti artisti pi? significativi della scena nazionale e le migliori compagnie amatoriali verranno rappresentati nel breve giro d'una settimana. Ma non si tratta solo di un festival e neppure una semplice vetrina di nuove produzioni.
I Teatri del Sacro ? soprattutto un'avventura artistica e culturale dedicata alle intersezioni, sempre pi? diffuse, fra il teatro e la ricerca spirituale e religiosa: un 'corpo a corpo' libero e sincero con le domande della fede, acceso dall'azione drammatica.
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Ventidue rappresentazioni, i soggetti pi? vari, storie celebri ma anche temi sociali attualissimi. ?Perch?- osserva monsignor Domenico Pompili, sottosegretario della Cei e direttore dell'Ufficio comunicazioni sociali?- il teatro ? il luogo metaforico dove si rappresentano i drammi del nostro vivere.
Drammi che possono essere tradotti e condivisi perch? anche il teatro ? un luogo per esprimere le nostre in?quietudini e le speranze?.
Pompili ha sottolineato, fra i temi di questa terza rassegna, quello della Passione.
?La sofferenza dell'uomo e il dolore di Ges?- ha detto?- sottolineano il mistero di questa singolare relazione che, facendoci riconoscere come fratelli in Cristo, ci rende pienamente figli di Dio. Una messa in scena dunque che non ? mai una rappresentazione puramente esteriore o commemorativa?.
Ruolo importante nell'organizzazione della rassegna ? quello ricoperto dalla Federgat (Federazione Gruppi Attivit? Teatrali). In ambito cattolico si occupa di teatro amatoriale nella consapevolezza che esso non sia teatro minore, ma dello stesso gioco creativo con cui l'uomo ha da sempre cercato di conoscere se stesso e di incontrare gli altri.
Federgat si ? anche aperta alla formazione e alla valorizzazione del teatro come strumento di promozione sociale e di mediazione culturale, e da quattro anni ? uno dei capofila de I Teatri del Sacro.
Il suo presidente, Fabrizio Fiaschini, ha rivendicato al teatro l'essere ?luogo autentico di una funzione che libera e fa crescere, aiuta a scoprire se stessi e a co?municare con gli altri, favorendo la maturazione di una identit?, individuale e collettiva, aperta al dialogo e al cambiamento?.
Qualche titolo. Passione, dal romanzo di Giovanni Testori, protagonisti Maddalena Crippa e suo fratello Giovanni; La luce dei secoli bui, cio? la storia di Ildegarda von Bingen (di Angelica Di Franco con Laura Legrottaglie) che non esit? a uscire dal convento per incontrare il Barbarossa; La radio e il filo spinato (di e con Roberto Abbiati) la vicenda di padre Kolbe e dell'ufficiale medico di Auschwitz che testimoni? al processo di beatificazione; Colpo di Grazia, di Michele Sciancalepore, le vicissitudini di una coppia che ritrova l'intesa e l'unit? perdute grazie a un evento traumatico che ridar? loro lo spirito dell'infanzia; Guasto (di Marcello Chiarenza) il risveglio di alcuni personaggi dopo l'esplosione di Chernobyl; Chi resta, progetto di Carmelo Rifici, un colloquio con le mogli, i figli, gli amici delle vittime di mafia.?
Virgilio Celletti?- Avvenire, 5 giugno 2013