17 maggio 2013
Una nuova cultura per il lavoro
 
vai al minisito
?


La sfida educativa, il cambiamento demografico, il lavoro.
Non sono solo i titoli dei tre rapporti che il Comitato per il progetto culturale della Conferenza episcopale italiana ha pubblicato in questi ultimi anni, il terzo dei quali ('Per il lavoro', ed. Laterza) a met? dello scorso mese di maggio.
Sono soprattutto le sfide principali che la societ? italiana ha davanti in questo momento storico.
Tutte riguardano il futuro del Paese, ma perch? si possano gradualmente invertire le tendenze negative diffuse in questi settori, occorre investire oggi in termini culturali, ossia puntando su un deciso cambio di mentalit?.
Inoltre, come ricorda il card. Camillo Ruini nella prefazione, -"le problematiche del lavoro, come quelle dell'educazione e della demografia, sono parte costitutiva della sollecitudine pastorale della Chiesa, che concepisce la propria missione come finalizzata alla salvezza e pertanto al bene integrale dell'uomo".

Per quel che riguarda il lavoro, tema davvero fra i pi? caldi nell'Italia del 2013, il noto riconoscimento della sua centralit?, con cui si apre la Costituzione - ?L'Italia ? una Repubblica democratica fondata sul lavoro? (art. 1)?- si scontra con un profondo malessere che affligge proprio il mondo professionale; un malessere reso addirittura drammatico dalla grave crisi economica che stiamo attraversando.
I tratti di questo malessere, riconosce il rapporto della CEI, "sono molteplici e presentano in genere una maggiore gravit? al Sud che al Centro Nord del Paese".
Il Comitato per il progetto culturale mira soprattutto a rilanciare una riflessione antropologica sul lavoro.
"Valorizzare a livello teorico e pratico la consapevolezza che nel lavoro si gioca la dignit? della persona umana e la qualit? umana delle relazioni sociali?- scrivono gli autori?- costituisce un po' il filo conduttore, diciamo pure la ?proposta?, di tutti i capitoli del Rapporto".
Nel lavoro, infatti, l'uomo ? parte di un tutto organico che deve condurlo certo a soddisfare i suoi bisogni, ma anche al di sopra di se stesso, verso il bene comune e verso una maggiore ricchezza interiore.
"
In sostanza?- proseguono -?riteniamo che soltanto questa consapevolezza sia in grado di sottrarre la cultura e la pratica del lavoro alle secche in cui sembra essersi arenata la nostra tarda modernit?".
La riflessione si snoda lungo quattro capitoli.
Nel primo viene sviluppata una riflessione sistematica sulla dimensione antropologica del lavoro. Nel secondo capitolo, invece, si offre un quadro del lavoro nell'Italia di oggi.
Nel terzo capitolo sono presi in considerazione alcuni ambiti particolari, al fine di mostrarne soprattutto le opportunit? legate al momento storico che stiamo attraversando: impresa, artigianato, lavoro intellettuale, lavoro immigrato, lavoro femminile, giovani.
Nel quarto e ultimo capitolo ? messo a tema il futuro, con alcune proposte riassumibili in questi punti. In primo luogo, "liberare il mercato del lavoro" con misure di ampio respiro, contratti di tipo relazionale, incremento della produttivit?.
Quindi serve "pi? formazione", mediante un collegamento stabile tra scuola e mondo del lavoro e la diffusione di un apprendistato di alta formazione. A tutto ci? si lega "una nuova idea di produttivit?", misurata in termini non solamente quantitativi, e "una nuova cultura del lavoro e del merito".
Tra le prospettive, infine, trovano spazio la lotta alla precariet? e la valorizzazione del lavoro "a regola d'arte", ossia l'eccellenza tipica del nostro Paese in molti settori.
?

?

Cantiere aperto
A Cosenza e Reggio Calabria il 16 e 17 maggio
A Milano dal 14 maggio al 4 giugno
Punto di vista
Segnalazioni bibliografiche
17.05.13

Il Teatro e il Sacro. Storia, riflessioni, esperienze

(Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2013) continua»
Dal Servizio nazionale
scarica il programma