Il quotidiano Avvenire pubblica oggi due estratti dal libro ?Intervista su Dio. Le parole della fede, il cammino della ragione? (Mondadori, pagine 300, euro 18,50) scritto dal cardinale Camillo Ruini con Andrea Galli, giornalista di Avvenire.
Un viaggio speculativo sulle tracce di Dio, tra scienza, storia e cultura. ?Dedicare la nostra intelligenza alla ricerca di Dio?, spiega Ruini nel capitolo introduttivo, ?non ? l'unico modo per trovarlo, e nemmeno il pi? importante. ? per? un aspetto da cui non si pu? prescindere, se non vogliamo creare una frattura in noi stessi, per la quale con il desiderio del cuore possiamo essere credenti, ma l'intelligenza non sa il perch?, o addirittura ? convinta che di Dio non si possa sapere nulla, e forse non ci sia?.
La sua fede ha anche un'origi?ne concreta? Viene in qualche modo dall'ambiente familia?re, parrocchiale o ? l'esito di un per?corso strettamente personale?
?Se devo scegliere tra queste tre al?ternative, rispondo che viene prin?cipalmente da un processo perso?nale. L'ambiente familiare, infatti, e?ra vario, andando dal nonno mater?no e soprattutto dalle sue sorelle che erano profondamente credenti fino ad altri parenti che si dichiaravano atei, mentre i miei genitori atei di certo non erano, ma nemmeno mol?to praticanti e comunque non trop?po preoccupati della mia formazio?ne religiosa. La parrocchia, poi, ho cominciato a frequentarla sul serio solo quando, un paio d'anni prima di con?seguire la licenza li?ceale ed entrare in se?minario, Dio era gi? l'interesse crescente della mia vita. L'e?spressione 'percorso personale' mi con?vince per? solo fino a un certo punto. Vedo infatti nel mio passa?to non tanto un per?corso quanto un paio di scelte di fondo, che ho trovato dentro di me senza che, anche oggi, possa spiegar?mi la loro origine. La prima ? la scelta di credere in Dio: una scelta e al tempo stesso una forte con?vinzione. La seconda ? la scelta di diventa?re sacerdote. Si parla spesso di cammino vocazionale e si insi?ste giustamente sul?la sua importanza. Personalmente per? devo dire di non aver fatto al?cun cammino specifico: semplice?mente, a un certo punto, quando si trattava di decidere a quale facolt? universitaria iscriversi, e il mio con?fessore, don Dino Carretti, butt? l? con molta discrezione e quasi con timore l'idea che una strada poteva essere anche il sacerdozio, io arrivai in pochi giorni a questa decisione, tanto che lo stesso don Dino mi e?sort? alla prudenza. Io per? vedevo nel sacerdozio il modo pi? concre?to di porre Dio al centro della mia vita. Quando manifestai questa intenzione ai miei genitori trovai un'opposizione forte e accorata, condivisa da quasi tutte le persone che conoscevo. Mi resi conto dun?que che, andando avanti in questa scelta, avrei procurato un grande do?lore a coloro a cui volevo pi? bene, eppure tre mesi dopo l'esame di ma?turit?, nell'ottobre 1949, entravo in seminario al Collegio Capranica di Roma, con l'animo travagliato ma senza esitare?.
C'? stato un momento o un'espe?rienza negli anni della sua forma?zione in cui ha percepito con evi?denza l'esistenza di Dio?
?Un momento speciale di questo ge?nere proprio non c'e stato. Ho co?nosciuto invece un coltivatore di?retto di Sassuolo, cliente di mio pa?dre che era medico, che volle rac?contarmi riserva?tamente una sua esperienza di que?sto tipo, avuta quando era milita?re in Grecia: espe?rienza che ha inci?so profondamen?te sulla sua vita, fa?cendogli superare le incertezze che aveva riguardo al?la fede, ma che e?gli stesso diceva di non saper descri?vere. Tornando a me, non l' 'evi?denza' - parola che riguardo a Dio e alla fede in lui non mi sembra da usare, a meno di aver ricevuto un dono davvero speciale - , ma una certezza pi? forte e pi? intima l'ho avuta diverse vol?te, di solito nei momenti di preghiera, come ho gi? accennato, e qualche volta anche in altre occasioni, come di fronte a du?re prove, o anche per una via pi? 'in?tellettuale', quando l'esistenza e la presenza di Dio emergono, spesso improvvisamente, mentre sto riflet?tendo su qualche problema?.




