La persona trascende l'ambito materiale, e pu? realizzare le sue pi? intime aspirazioni solo nella valorizzazione della sua interiorit? e spiritualit?. La storia attesta che l'esperienza religiosa costituisce un elemento imprescindibile della vita dell'uomo e che deve avere un suo spazio all'interno della societ?, senza essere marginalizzata o resa irrilevante. Questo avviene quando la propria fede viene celata per la presunta necessit? di non rendere manifeste le proprie convinzioni religiose. L'esperienza religiosa, invece, va considerata come un elemento indispensabile anche nel contesto di uno Stato laico, perch? rappresenta il segno pi? alto della libert? dell'uomo e lo Stato lo deve difendere e promuovere. Se al contrario esso favorisse forme di ateismo pratico, svuoterebbe l'umanit? delle persone sottraendo ai suoi cittadini la forza morale e spirituale indispensabile per impegnarsi nello sviluppo umano integrale. Ci? accade quando non sono rispettati i giorni festivi, quando viene sfavorita l'edificazione di luoghi di culto o? interdetta l'esposizione di simboli religiosi. (...)
Il riconoscimento del valore della vita umana deve manifestarsi anche nella generazione della vita. ?L'apertura alla vita, infatti, ? al centro del vero sviluppo? e una cultura che sappia apprezzare il dono dei figli e accoglierli come una benedizione sar? pi? capace di volgersi al futuro, guardando ad esso con fiducia. Il nostro Paese, al contrario, vive un preoccupante calo delle nascite, che mi ha spinto a parlare di ?suicidio demografico?: ? il suicidio di una Nazione che non guarda avanti perch? ha paura del futuro; che vede aumentare rapidamente l'et? media dei suoi cittadini, creando problemi di ordine economico e sociale a medio e lungo termine. Un diverso approccio alla questione demografica richiede che la famiglia, che ? il luogo dove i figli sono naturalmente generati, accolti ed educati, sia promossa, difesa e sostenuta. Le politiche familiari dovranno rispondere a questa problematica, assicurando ai genitori un appoggio concreto, a partire dalla presenza pi? consistente di strutture e servizi che li sostengano nella crescita dei figli. (...)
Uno degli atteggiamenti culturali oggi pi? diffusi ? quello del relativismo, che porta a pensare la verit? come la conformit? con il proprio pensiero: perch? le proprie scelte siano vere si pensa che debbano essere frutto solamente di decisione personale. Cos? si ritiene che qualsiasi? criterio etico sia giustificabile, e che non vi sia un bene uguale per tutti da riconoscere e far proprio. Questo presupposto rinchiude l'uomo nella solitudine: egli rimane solo con se stesso e privo di riferimenti valoriali indipendenti dalla sua volont?. La politica dovr? rendersi capace di infrangere questa barriera, per aprirsi al riconoscimento dei valori irrinunciabili che ? chiamata a promuovere, legati in ultima istanza all'uomo e conseguenza della sua dignit? inviolabile. Ricordiamo che la ricerca della verit? sul bene dell'uomo non pu? prescindere dalla ricerca di Dio, senza il quale l'affermazione della sua dignit? non ? al sicuro da strumentalizzazioni e fraintendimenti; e che il riconoscimento di una verit? che supera l'uomo favorisce l'ancoramento alla realt? e smorza la dilagante disaffezione per la vita pubblica e la chiusura nel privato.